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La Carbossiterapia: Innovazioni nei campi di applicazione

22 Febbraio 2018

La carbossiterapia trova applicazione in diverse branche mediche. E’ pertanto entrata nel bagaglio e nella pratica clinica in Chirurgia Plastica, in Medicina Estetica, in Dermatologia, in Flebologia, nel trattamento di diverse patologie di natura vascolare e nel trattamento delle ferite difficili.

I campi di applicazione sono, attualmente i seguenti:

  • P.E.F.S. (cellulite)
  • Adiposità localizzata
  • Body Contouring – come trattamento complementare alla liposuzione
  • Anti Aging del viso e del decollata
  • Smagliature
  • Lassità cutanea (interno cosce, interno braccia)
  • Insufficienza venosa
  • Restless Legs Syndrome (RLS)
  • Acrocianosi
  • Arteriopatie periferiche
  • Fenomeno di Raynaud
  • Trattamento delle ferite difficili
  • Impotenza sessuale maschile su base vascolare
  • Psoriasi
  • Alopecia
  • Ringiovanimento dell’area genitale femminile

La carbossiterapia migliora notevolmente la qualità del derma, incrementa l’elasticità cutanea, non è tossica ed è una terapia sicura ed efficace.

Le controindicazioni sono rappresentate:

  • Dall’infarto miocardico acuto; consigliata
  • Dall’angina instabile; consigliata
  • Dagli accidenti tromboembolici acuti; assoluta
  • Dalla tromboflebite acuta; consigliata
  • Dalla grave insufficienza renale; assoluta
  • Dai TIA pregressi; consigliata
  • Dalla grave ipertensione; assoluta
  • Dallo scompenso cardiaco conclamato; assoluta
  • Insufficienza cronica: respiratoria, renale e cardiaca, comportano un aumento della CO2 nei liquidi corporei (acidosi) assoluta
  • Pazienti in terapia con inibitori dell’anidrasi carbonica, comportano a livello eritrocitario una mancata coniugazione della CO2 con H2O per formare acido carbonico per poi poter essere eliminato dagli alveoli polmonari e a livello renale. Assoluta
  • Pazienti trattati con biguanidi (metfotmina); consigliata
  • Pazienti con diabete mellito, per la cheto acidosi; consigliata
  • Pazienti con anemia grave; consigliata
  • Pazienti con insufficienza epatica cronica, si determina una riduzione della produzione di delle proteine plasmatiche con verosimile deficit dei proteincarbaminati; assoluta
  • Pazienti con gangrena gassosa, infezione acuta sostenuta da germi anaerobi ( welchia perfrigens, clostridium septicum, clostridium novyi, clostridium sporogens, clostridium hystoliticum), la CO2 potrebbe favorire la situazione infettiva; assoluta
  • In condizioni di normalità del paziente, non esiste alcuna possibilità che possa verificarsi una situazione di ipercapnia grave.

Tra gli effetti collaterali sono da segnalare:

  • Una modesta dolorabilità locale (comunque fugace);
  • Talvolta una sensazione di intorpidimento dell’arto, che comunque scompare dopo alcuni minuti;
  • Sensazione di crepitio sottocutaneo, che comunque scompare dopo alcuni minuti.

Sedi di possibile applicazione di carbossiterapia

  • Viso
  • Collo e decolletè
  • Addome
  • Tronco
  • Arti inferiori
  • Organi genitali
  • Articolazioni
  • Cuoio capelluto

Le tecniche di inoculazione più frequentemente utilizzate sono due:

  • TECNICA “STANDARD”: determina scollamento dei tessuti trattati, ideale per preparare un tessuto alla liposuzione.
  • TECNICA “MESOTERAPICA”: agisce localmente sulla specifica patologia

 La scelta della tecnica da impiegare ricade in modo assoluto sul medico che ha effettuato la diagnosi preventiva e suggerito la terapia più idonea al caso specifico.E’ sempre bene adattare la tecnica alla tolleranza del paziente ed alla patologia trattata, al fine di ridurre al minimo lo stimolo doloroso.

CELLULITE

ADIPOSITA’ LOCALIZZATE

LASSITA CUTANEE

SMAGLIATURE, CICATRICI

OCCHIAIE, BORSE E PICCOLE RUGHE

PERIOCULARI, GLABELLARI, NASOGENIENE

PSORIASI

TRATTAMENTO DELLA MANO

DISFUNZIONE ERETTILE

RINGIOVANIMENTO DEL MONS PUBIS

RINGIOVANIMENTO LABIA MAJORA

ULCERA CUTANEA 

La carbossiterapia ha effetti positivi sia sul microcircolo sia nell’aumentare l’ossigenazione a livello dei tessuti trattati. La tipologia di lesioni ulcerative cutanee che si possono avvalere della metodica sono quelle:

  • Diabatiche
  • Da insufficienza venosa
  • Da insufficienza arteriosa
  • Da lesioni vascolari miste
  • Da compressione

Il trattamento delle ulcere con carbossiterapia va intesa come terapia complementare sia alle metodiche volte a gestire la lesione ulcerativa (necrosectomia, debridment, mantenimento del giusto grado di umidità, impiego delle medicazioni secondarie, vac terapia, ecc.) sia a quelle mirate a risolvere la patologia alla base della lesione (trattamento del diabete, trattamento delle lesioni vascolari, mobilizzazione dei pazienti, ecc.).La carbossiterapia si inquadra, pertanto, in una strategia terapeutica volta a trattare, non solo la lesione, ma il paziente nel suo insieme.Condizione comune alle lesini ulcerative croniche cutanee è la presenza di un quadro di ipossia tissutale che non consente la guarigione di tali ferite. Il trattamento con carbossiterapia va, pertanto, indirizzato sia al miglioramento del macro circolo mediante la somministrazione di CO2 a livello dei tronchi vasali, sia del microcircolo, agendo in prossimità della lesione per migliorare il microcircolo e la disponibilità locale di ossigeno.

INSUFFICIENZA VENOSA

MALATTIE VASCOLARI: ARTERIOPATIA DEGLI ARTI

INFERIORI ANCHE CON CLAUDICATIO.

TELEANGECTASIE, VENE RETICOLARI, LINFEDEMA, SDR, ACROCIANOTICA, FENOMENO DI RAYNAUD

FERITE DIFFICILI

MALATTIE ARTROREUMATICHE

ALOPECIA E DIRADAMENTO

cui alterazioni costituiscono causa principale di alopecia e diradamento.

Alopecia e diradamento maschile si manifestano con una perdita progressiva (“a macchia” nel caso dell’alopecia, “generale” nel caso del diradamento) di capelli nel cuoio capelluto che parte dalle zone temporali, procede in senso posteriore, fino alla fusione con il diradamento del vertice o chierica. In alcuni soggetti rimangono visibili soltanto i capelli delle zone occipitali e temporali.

Alopecia e diradamento si verificano anche nella donna, anche se più raramente grazie alla ridotta presenza dell’ormone maschile, ma in modo più importante, in quanto più difficile da trattare. Nella donna è pressoché assente la stempiatura. Il protocollo di trattamento utilizza le tecniche di

  • Carbossiterapia
  • Needling + PRP Platelet Rich Plasma

Attraverso un’analisi precisa e mirata permette di determinare:

  • Riequilibrio e stabilizzazione dei capelli presenti.

Promuovere un miglior assetto metabolico ormonale

- Riequilibrare il cuoio capelluto.

 

Carbossiterapia
La carbossiterapia perfettamente dosata promuove insieme all’ossigeno la secrezione di Acido Ialuronico, ciò permette di assorbire in modo completo i Fattori di Crescita stimolando progressivamente le cellule staminali della papilla dermica del follicolo.
La carbossiterapia riequilibra il microcircolo cutaneo aumentando la disponibilità di ossigeno ai tessuti, pertanto stimola la rigenerazione del derma.

Needling
Stimola le proteine presenti nella matrice extracellulare, la procedura determina la stimolazione del cuoio capelluto con un rullo munito di piccoli aghi di acciaio chirurgico. Viene così a formarsi un’abrasione locale in grado di favorire l’attivazione delle piastrine, primo elemento di riparazione per il nostro organismo. La terapia si esplica trattando la pelle con un rullo sterile, monopaziente, in cui sono posizionati, in file parallele, microaghi di acciaio chirurgico di lunghezza variabile da 0,5 mm fino a 2 mm e di diametro di circa 0,25 mm (ideale 1,5 mm). Nel corso della procedura si osservano una serie di eventi: le piastrine liberano i fattori contenuti negli alfa-granuli; ciò favorisce ed accelera la riparazione e rigenerazione tessutale, stimolando la replicazione dei fibroblasti (cellule del derma) e delle cellule endoteliali (dei vasi sanguigni).

PRP (Platlet Rich Plasma)
I fattori di crescita contenuti nelle piastrine sono capaci di stimolare diversi meccanismi cellulari tra cui la proliferazione e la migrazione dei fibroblasti e la sintesi del collagene, richiamando o riattivando le cellule staminali presenti nella zona che stiamo trattando, migliorando lo stato della pelle e degli annessi cutanei come i capelli. In campo tricologico i fattori di crescita contenuti nel PRP attivano il metabolismo dei capelli inducendo un miglioramento nel trofismo della sua matrice. Raggiungendo il follicolo pilifero, i fattori di crescita contenuti nel PRP lo rigenerano, di conseguenza stimolano la ricrescita di capelli più forti e corposi, con aumento del diametro del fusto.

TERAPIA DEL DOLORE

Tunnel Carpale

Epicondilite - Epitrocleite

Conflitto della cuffia dei rotatori 

Cervicalgia

Lombalgia

Gonalgia

Metatarsalgia

Tendiniti-peritendiniti

Contratture muscolari

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